linguaggio
Verso istituzioni culturali accessibili
È disponibile nelle librerie una raccolta di tre volumi pubblicata nell'ambito del programma Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura. Una proposta editoriale, curata da Anna Chiara Cimoli e Domenico Sergi, che contribuisce al dibattito pubblico sull'accessibilità culturale parlando a musei archivi e biblioteche come spazi di diritto, partecipazione e sviluppo sociale.
Attraverso contributi stranieri per la prima volta tradotti in italiano, contributi originali appositamente commissionati e un apparato di illustrazioni, le pubblicazioni affrontano ciascuna una macro-questione — spazio, linguaggio, rappresentazione — secondo una prospettiva trasversale ai diversi luoghi della cultura.

Accessibilità, partecipazione e ben-essere delle persone trans e non-binarie nei musei
L’articolo evidenzia una lacuna nel dibattito sull’accessibilità culturale in Italia, ovvero la scarsa attenzione all’accoglienza e al ben-essere delle persone trans e non binarie nei luoghi della cultura. In risposta a questo vuoto, il documento Musei e Generi promosso da ICOM Italia propone un quadro etico e metodologico per sviluppare pratiche museali trans-inclusive. Basato su ricerca qualitativa e sul coinvolgimento diretto delle comunità, il documento affronta temi chiave come linguaggio, governance, educazione e partecipazione. L’accessibilità viene ridefinita come processo sistemico che attraversa tutte le dimensioni istituzionali, in dialogo con i principi di Equità, Diversità e Inclusione. In un contesto segnato da tensioni politiche e culturali, il contributo sottolinea il ruolo dei musei come spazi attivi di diritti, riconoscimento e trasformazione sociale.
I luoghi sottili: la fiaba come chiave d'oro di accessibilità
L’articolo propone l’uso della fiaba come dispositivo interpretativo e progettuale per l’accessibilità nei musei e nei luoghi di cultura. Attraverso esperienze concrete, mostra come la struttura fiabesca – fatta di soglie, tappe e trasformazioni – possa guidare percorsi espositivi inclusivi e multisensoriali. La fiaba diventa così uno strumento capace di integrare linguaggi diversi (visivi, corporei, sonori), facilitando la comprensione e il coinvolgimento emotivo dei pubblici. In questa prospettiva, l’accessibilità non è solo rimozione di barriere, ma pratica culturale ed etica che valorizza pluralità di percezioni e narrazioni. Infine, la dimensione simbolica e politica della fiaba apre a visioni alternative di società, promuovendo giustizia, reciprocità e trasformazione sociale.
Easy to Read: linguaggio semplificato per l'accessibilità cognitiva nei luoghi della cultura
L’articolo presenta il linguaggio Easy to Read come uno strumento di semplificazione testuale pensato per rendere le informazioni accessibili alle persone con difficoltà di lettura, in particolare con disabilità intellettiva. Dopo averne illustrato l’origine e i principi, il testo descrive le principali linee guida per la scrittura: lessico semplice, frasi brevi, struttura chiara, uso coerente di immagini e impaginazione leggibile. Viene inoltre spiegato il processo di validazione, che coinvolge direttamente persone con disabilità intellettiva nella verifica dell’efficacia comunicativa. L’articolo sottolinea il valore dell’Easy to Read nei luoghi della cultura, dove può essere applicato a didascalie, guide e informazioni di orientamento. In questa prospettiva, la semplificazione linguistica diventa non solo uno strumento tecnico, ma anche una pratica inclusiva che riconosce il diritto universale a comprendere le informazioni.
Dall'editoria ai musei: contenuti nativamente accessibili per i luoghi della cultura
L’articolo analizza l’accessibilità come diritto e come responsabilità sistemica, alla luce della Convenzione ONU e dell’European Accessibility Act. Il modello dell’editoria accessibile promosso da Fondazione LIA mostra l’efficacia di un ecosistema coordinato, proposto come riferimento anche per i musei.
Partecipare culturalmente? È (ancora) un privilegio
Francesco Mannino analizza le barriere sociali e culturali che in Italia limitano l’accesso alla vita culturale e fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici.
Oltre agli ostacoli fisici, economici o territoriali, pesano soprattutto segnali simbolici e rituali che fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici. L’immaginario culturale dominante, poco rappresentativo della diversità presente nel Paese, marginalizza storie e memorie di gruppi sottorappresentati, in particolare persone con background migratorio. Il testo presenta esempi di pratiche interculturali e comunitarie che riducono tali barriere rendendo musei e biblioteche luoghi condivisi e partecipati. Perché questi cambiamenti diventino strutturali, servono politiche di lungo periodo basate su governance partecipativa, pluralità linguistica e redistribuzione del potere culturale. La sfida finale è ridefinire il 'noi' della cultura italiana, riconoscendo la diversità come risorsa e condizione per una democrazia culturale più ampia.
L'accessibilità museale inizia online
Mettersi nei panni di chi visita il sito di un un luogo della cultura, interrogandoci su cosa cerca e su cosa cerca nel suo sito web, è il presupposto per rendere accogliente e accessibile una possibile visita.