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Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, mappa tattile in braille
Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, mappa tattile in braille

L'accessibilità al patrimonio culturale e la disabilità visiva

Accessibilità per persone con disabilità visiva: percorsi tattili, strumenti inclusivi e progettazione partecipata

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Data
20 marzo 2026

di Maria Camilla Capitani

L'accessibilità al patrimonio culturale è un processo in continua evoluzione che si inserisce in un panorama più ampio, coinvolgendo ambiti diversi, come quello dei servizi digitali, e trovando il proprio fondamento nei principi dell'Agenda 2030. In ambito culturale, i beneficiari dell’accessibilità sono potenzialmente tutti i visitatori, ciascuno portatore di esigenze specifiche.

Osservata da questa prospettiva, l'accessibilità si configura come un percorso di innovazione e adattamento continuo, complesso e sfidante, che dovrebbe essere preso in considerazione in ogni aspetto che riguarda un luogo della cultura. Tra i numerosi visitatori con esigenze specifiche rientrano le persone con disabilità e, in particolare, le persone con disabilità visiva, sulle quali si concentrerà la presente analisi, con l’obiettivo di individuare gli elementi utili a garantire un buon livello di accoglienza e un'esperienza culturale significativa e arricchente.

Per assicurare una piena fruizione del patrimonio, è opportuno offrire la possibilità di partecipare a visite dedicate, anche inclusive e in gruppi misti con persone senza disabilità, con il supporto di operatori specializzati. Parallelamente, è fondamentale garantire la presenza di percorsi accessibili permanenti o progettati per mostre temporanee, che possano essere esplorati anche in autonomia.

Per una persona con disabilità visiva, la mobilità può rappresentare un limite significativo, soprattutto in luoghi sconosciuti e privi di punti di riferimento chiari. Di conseguenza, il primo elemento da considerare è l’accoglienza: è essenziale che il personale si renda disponibile ad accompagnare la persona -se da sola-, secondo le sue necessità, offrendo il braccio o camminando al suo fianco e segnalando la presenza di gradini, dislivelli o altri ostacoli.

Sia nel caso di visite organizzate sia in caso di fruizione autonoma, il personale deve essere consapevole che il cane guida può accedere a tutti gli spazi. Qualora una persona non vedente o ipovedente richieda informazioni, queste devono essere fornite in modo chiaro e puntuale, evitando indicazioni vaghe come ‘la sala che cerca si trova lì’ e privilegiando invece riferimenti precisi, ad esempio: ‘la sala che cerca è la prima porta sulla destra, in fondo al corridoio’. Inoltre, anche in assenza di contatto visivo, è fondamentale rivolgersi sempre direttamente alla persona interessata e non al suo eventuale accompagnatore. Si tratta di piccoli accorgimenti che testimoniano una reale intenzione inclusiva da parte del luogo della cultura.

Una volta iniziato il percorso, a seconda del contesto, è importante che le opere possano essere toccate, come spesso avviene in musei o parchi archeologici, dove statue e reperti si prestano all'esplorazione tattile. Inoltre, devono essere presenti supporti adeguati che facilitino l'orientamento, come mappe tattili corredate da una legenda chiara e facilmente interpretabile. Tali mappe dovrebbero essere semplici, non eccessivamente ricche di dettagli e posizionate in modo coerente con la direzione del percorso. Oggi, tali strumenti rappresentano un supporto utile non solo per le persone con disabilità visiva, ma per tutti i visitatori.

È auspicabile che il percorso tattile comprenda, in base alla tipologia del luogo, opere esplorabili preferibilmente senza l'uso di guanti, accompagnate da didascalie in braille e da QR code con audiodescrizioni. È infatti importante considerare che non tutte le persone con disabilità visiva conoscono il braille, mentre il QR code è ormai uno strumento ampiamente diffuso e utilizzato.

Per favorire la comprensione degli spazi e delle opere architettoniche, risulta molto utile la realizzazione di modellini, anche smontabili, che consentano un'esplorazione sia dell'interno che dell'esterno delle strutture.

Nel caso delle opere pittoriche, è fondamentale la presenza di riproduzioni a rilievo, oggi realizzabili attraverso diverse tecniche. Tali riproduzioni dovrebbero prevedere anche l'uso del colore, elemento essenziale per facilitare la comprensione da parte delle persone ipovedenti, che possono integrare l'esplorazione tattile con quella visiva. A questo proposito, è importante ricordare che le riproduzioni tattili devono essere sempre collocate accanto all'originale, illuminate in modo adeguato e posizionate evitando riflessi.

Le condizioni visive degli ipovedenti, infatti, variano notevolmente da persona a persona: alcuni conservano una migliore visione centrale, altri una visione periferica più funzionale. Rispondere a tutte le esigenze è complesso, ma gli accomodamenti ragionevoli possono costituire un valido punto di partenza. Allo stesso modo, è fondamentale che i testi scritti presentino un elevato contrasto cromatico, evitando caratteri chiari su sfondi chiari o scuri su sfondi scuri e privilegiando combinazioni ad alto contrasto, come il bianco e il nero.

Un ulteriore aspetto centrale riguarda il linguaggio: le descrizioni devono essere chiare, dettagliate ed esaustive, soffermandosi anche sui colori. Se da un lato è vero che chi non ha mai visto non possiede una cognizione diretta del colore, dall'altro una descrizione accurata contribuisce comunque a costruire un’immagine mentale più ricca e inclusiva dell'opera, soprattutto considerando che chi ha perso la vista nel corso della vita o una persona ipovedente conserva un ricordo visivo dei colori.

Come emerge da quanto detto, nonostante ciechi e ipovedenti rientrino nella medesima categoria, le condizioni possono essere molto diverse. Soddisfare le esigenze di tutti non è semplice, ma talvolta è sufficiente adottare soluzioni mirate per migliorare la fruibilità delle opere. Ad esempio, ingrandimenti su formato A3 possono aiutare una persona ipovedente a visualizzare meglio un'opera, soprattutto quando la riproduzione tattile non restituisce il colore.

Per ottenere risultati realmente efficaci, individuare i supporti adeguati e le soluzioni più adatte per una specifica situazione è fondamentale il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nelle fasi di progettazione e valutazione dei percorsi accessibili. Sono infatti le uniche in grado di esprimere le reali esigenze e di testare i supporti in via di sviluppo, verificandone l’efficacia.

Il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità rappresenta un passaggio cruciale, efficacemente sintetizzato nel motto dell'European Disability Forum: Niente su di noi, senza di noi.

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