L’articolo propone l’uso della fiaba come dispositivo interpretativo e progettuale per l’accessibilità nei musei e nei luoghi di cultura. Attraverso esperienze concrete, mostra come la struttura fiabesca – fatta di soglie, tappe e trasformazioni – possa guidare percorsi espositivi inclusivi e multisensoriali. La fiaba diventa così uno strumento capace di integrare linguaggi diversi (visivi, corporei, sonori), facilitando la comprensione e il coinvolgimento emotivo dei pubblici. In questa prospettiva, l’accessibilità non è solo rimozione di barriere, ma pratica culturale ed etica che valorizza pluralità di percezioni e narrazioni. Infine, la dimensione simbolica e politica della fiaba apre a visioni alternative di società, promuovendo giustizia, reciprocità e trasformazione sociale.